La prima cosa che ha pensato nell’entrare qui a Testaccio
Ho pensato che avrei voluto vedere tutto, dalla prima all’ultima foto. E così ho fatto (ndr De Sisti è stato l’ospite che si è intrattenuto all’interno della mostra più di tutti di quelli venuti fino ad oggi).
Tanti anni fa collaborai alla stesura di un libro sulla Roma del quale ancora conservo due o tre copie a casa. Mi è piaciuto rivedere i personaggi e i racconti del libro inseriti nel loro contesto.
Quale personaggio le ha fatto più piacere rivedere in foto?
Mio padre mi raccontava sempre di Amadei. Lo considero un grande calciatore e lui lo sa. Ha rappresentato una tappa importante del calcio romano ma anche nazionale. Ha scritto pagine importanti di calcio.
Subito dopo vengono Losi, Guarnacci che sono amici fraterni. Dovrei fare una lunga lista di persone quindi mi fermo qui.
Che effetto fa vedersi inserito nel contesto di una mostra storica?
E’ motivo di orgoglio e soddisfazione. La stessa soddisfazione che ho avuto la sera degli 80 anni della Roma all’Olimpico; mi hanno tributato un applauso che non mi sarei mai aspettato.
Con quale giocatore di oggi vorrebbe giocare?
Dicono tutti Totti. E’ naturale è come se ti chiedono con chi vuoi fare una foto, vai subito a cercare Pelè. Totti è un fuoriclasse poi ci sono anche altri giocatori importanti.
Le piace l’idea di una mostra permanente?
Sarebbe stupendo. Perché senza la conoscenza del passato non si costruisce il presente.
Qui vieni e c’è tutto. Vedi il pallone dell’epoca, una foto, un ritaglio di giornale. In un museo permanente si avrebbe la possibilità di fare ricerche mirate su determinati periodi.
Se non si fanno queste cose poi bisogna sempre aspettare l’iniziativa di qualcuno come in questo caso con la mostra di Testaccio.
E’ bello pure che un genitore viene qui e racconta le cose al figlio. Prima a noi non ci dicevano niente. Pure della politica. Poi quando abbiamo iniziato a leggere i giornali abbiamo capito quanta “gente discutibile” ci governa.