Da tifoso, che effetto ti ha fatto varcare quella porta?
Una sensazione stupenda. Solo dalla passione per i colori giallorossi poteva uscire fuori una cosa del genere, difficilmente sarebbe successo con altre tifoserie. La Roma ti spinge a fare queste cose.
Quale è il tuo box ideale, quello che più ti ha colpito?
Belli tutti. Mi sono tornate alla mente tante immagini di quando ero bambino. La mia prima volta allo stadio è stata a sei anni. Qui sono tornato indietro nel passato.
Scegliendo tra i campioni del passato e del presente, fai la tua formazione ideale (ti risparmiamo i soprannomi).
E’ difficile fare una formazione. In porta mi viene in mente subito Tancredi, poi Nela a destra e Candela a sinistra. Non saprei… posso dirti Di Bartolomei, Totti, Falcao e Pruzzo davanti e Conti sulla fascia, ma è impossibile continuare, ce ne sono tanti da mettere dentro.
Il 15 settembre qui si chiude e si sbaracca tutto. La tua opinione? Cosa ne pensi di un museo e dove lo collocheresti?
Spero tanto si possa arrivare al museo. Dove non importa l’importante è farlo.
Lo facciamo rifare ai tifosi?
I tifosi con la loro passione possono arrivare a fare tutto, ma mi auguro, e spero, possa intervenire la società.
Tra tutte le formazioni che hai rivisto all’interno della mostra, quale avresti voluto presentare?
Mi ha fatto piacere presentare quelle che ho già presentato.
Magari vorrei chiamare quella di una Roma che alza una Coppa.